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Butta il cane del figlio dal 7° piano e poi gli dice: “‘Ste pagliacciate per un cane”

Ha ucciso il cagnolino del figlio, un jack russell, lanciandolo dal settimo piano e poi davanti alle lacrime del ragazzino lo anche ripreso: “Tutte ‘ste pagliacciate… è solo un cane”. L’uomo, un 44enne romano, è stato arrestato dai poliziotti che erano intervenuti allertati da alcuni vicini. I poliziotti hanno trovato il figlio dell’uomo, 15 anni, in lacrime mentre stringeva al petto la femmina di jack russell che il padre aveva ucciso lanciandola nel vuoto dall’abitazione alla periferia sud di Roma. Quando è arrivato l’uomo, che già da lontano aveva iniziato ad insultare gli agenti davanti a tutti, ha colpito con calci e pugni i due poliziotti che cercavano di fermarlo. Per ostacolarlo, gli agenti hanno usato lo spray al peperoncino. Nonostante tutto, ha continuato a colpire le auto della polizia e, dentro gli uffici del commissariato Esposizione, ha cercato di auto-lesionarsi. Gli agenti del Reparto Volanti e del commissariato Tor Carbone hanno accertato che nell’appartamento c’era un altro cagnolino della stessa razza.

LA REAZIONE DEGLI ANIMALISTI DI ENPA E LEIDAA

“Quanto accaduto a Roma – dice Rinaldo Sidoli di Leidaa – è un gesto efferato e di una crudeltà inaudita, non solo dal punto di vista penale per l’uccisione di un animale, ma perché rispecchia la pericolosità dell’individuo in questione, anche per l’incolumità dei suoi familiari. Chiediamo con forza al magistrato che seguirà la vicenda di disporre l’allontanamento del responsabile dal nucleo familiare”. L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) è pronto a costituirsi parte civile contro il 44enne.

E LA CASSAZIONE ELOGIA IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI

Ed una mano agli animali maltrattati arriva anche da una sentenza della Cassazione. Gli animali vittime di reato, maltrattati, feriti o addirittura uccisi, hanno infatti il diritto ad avere un ‘paladino’ nelle cause contro gli uomini loro aguzzini: si tratta delle associazioni che si battono per la difesa dell’ambiente e degli animali all’unica condizione che, nel loro statuto, come sempre avviene, abbiano tra le loro ‘mission’ quella di salvaguardare e proteggere gli animali. A sottolinearlo è la Cassazione – sentenza 9662 – che ha riconosciuto il pieno diritto alla onlus ‘Lega per l’abolizione della caccia’ di essere risarcita per danni non patrimoniali dal proprietario di dodici cani pit bull tenuti in cattive condizioni. Un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti degli animali. (foto Epa)