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This undated handout picture released on February 21, 2018 by the Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) and taken by Asher Flatt of Marine National Facility shows a faceless fish, a species of deep sea cusk with no-visible eyes and a mouth on the underside of its head, at a laboratory in Hobart.
More than 100 rarely seen fish species were hauled up from a deep and cold abyss off Australia during a scientific voyage, researchers said on February 21, including a cousin of the "world's ugliest animal" Mr Blobby. / AFP PHOTO / CSIRO / Asher FLATT / -----EDITORS NOTE --- RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / CSIRO / ASHER FLATT" - NO MARKETING - NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS - NO ARCHIVES

Pesci senza faccia e altre nuove specie scoperte negli abissi dell’Oceano Pacifico australiano

Almeno cinque specie di pesci finora sconosciute sono state scoperte da scienziati australiani durante un viaggio di due mesi in cui hanno raccolto migliaia di esemplari dalle profondità dell’abisso marino a est del continente. Gli studiosi a bordo della nave di ricerca Investigator hanno catturato 42.747 esemplari di pesci e di invertebrati da profondità dell’oceano fino a 4800 metri. Fra gli esemplari più interessanti, la riscoperta del pesce “senza faccia”, con occhi non visibili e una bocca situata nell’estremità inferiore del corpo, e inoltre un pesce blob, uno squalo sigaro luminescente, un’anguilla col becco d’anatra e un pesce lucertola (nelle foto sotto).

NUOVE SPECIE MAI INDIVIDUATE

Oltre 100 differenti specie di pesci raccolte nel viaggio sono ora all’esame dell’ente nazionale di ricerca Csiro a Hobart in Tasmania, per determinare quali siano quelli nuovi per la scienza. L’ittiologo del Csiro, John Pogonoski, parlando alla radio nazionale Abc, ha descritto il viaggio dell’Investigator come “scienza di frontiera”, vitale per migliorare la comprensione dell’ambiente nel mare profondo. “Stiamo investigando possibili nuove specie mai individuate in acque australiane”, ha detto. “Stiamo raccogliendo tutte le informazioni possibili, quindi è necessario anche lavoro di indagine del tipo di perizia forense”. Delle cento specie di pesci raccolte, circa il 10% erano le prime individuate in Australia e circa il 5% sono potenzialmente del tutto nuove per la scienza.

C’E’ EVOLUZIONE NEGLI ABISSI MARINI

“Le scoperte ci danno un’idea di come la nostra fauna marina si inquadra nell’ambiente abissale interconnesso attorno al globo, aggiungono pezzi al puzzle di ciò che influenza l’evoluzione nel mare profondo”, ha detto Pogonoski. “Molto poco si conosce ancora su molte delle aree in tali acque abissali. Non c’è dubbio che vi siano molte specie laggiù che non abbiamo ancora visto… finora abbiamo solo “grattato la superficie” in termini di scoprire pesci negli abissi”. L’Investigator , operato dall’ente di ricerca Csiro, era salpato da Bell Bay in Tasmania nel maggio dello scorso anno e ha studiato sette riserve marine, da Freycinet al largo della Tasmania orientale, al Mar dei Coralli, al largo del Queensland centrale, prima di terminare la missione a Brisbane in giugno. (Ansa, foto Afp)

</span></figure></a> Martin Gomon del Museums Victoria con un pesce degli abissi a Hobart, in Tasmania AFP
Martin Gomon del Museums Victoria con un pesce degli abissi a Hobart, in Tasmania AFP
</span></figure></a> Un pesce lucertola
Un pesce lucertola
</span></figure></a> Un pesce blob
Un pesce blob