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Torino, fallisce il progetto del bioparco Zoom: “Nessun animale deve vivere in uno zoo”

Torino archivia definitivamente il progetto di riaprire lo zoo negli spazi dell’ex Parco Michelotti sotto l’egida di Zoom. “Non esistono più i presupposti imprenditoriali per la stipula della convenzione – spiega l’ad del bioparco Zoom, Gian Luigi Casetta – concludendo così consensualmente la procedura”. Il futuro del Parco sarà ad area verde, con scivoli e altalene per i bambini. Esultano le associazioni e i comitati civici che a più riprese avevano contestato il progetto e anche il Movimento 5 Stelle: “Nessun animale deve vivere in uno zoo e nessun nuovo zoo deve essere autorizzato – dichiara il portavoce parlamentare del Movimento cinque stelle alla Camera, Paolo Bernini -. Questo è un altro passo di civiltà ed è la dimostrazione di come potrebbe essere il Paese con un Governo a cinque stelle, una nazione in cui gli animali non siano considerati merce da cui trarre profitto, ma esseri senzienti portatori di diritti e a cui dobbiamo tutela e rispetto”. E ne approfittano gli avversari politici: “Chiara Appendino ha raggiunto un altro ‘grande’ risultato: 6 milioni di investimento privato, 30mila metri quadrati riqualificati e pubblici, altrettanti di bio parco, buttati via per insipienza amministrativa e ideologica”, ironizza il senatore Pd Stefano Esposito su Twitter dopo la rinuncia di Zoom a realizzare il bioparco. “#Torino ringrazia. #appendinosfasciatorino”, sono gli hashtag con cui l’esponente dem bolla la notizia, anticipata sulle pagine locali di alcuni quotidiani. (nella foto sopra, il Bioparco Zoom di Cumiana, in provincia di Torino)

  • Daniele Comoglio |

    Zoom non è all’interno di un’area così grande al punto da potersi vantare di aver salvato animali selvatici dalla predazione umana in Africa o dal disboscamento, ecc. Se poi si tratta di animali nati in cattività, viene meno questo ruolo salvifico, anche se si può dire che sono stati magari salvati dai circhi (che sono nettamente ben peggiori di Zoom). Non avendo molti dati a disposizione, non sono né favorevole né contrario. Forse preferisco Zoom alle fattorie didattiche dove vengono mostrati poi i salumi…

  • Roberto |

    Effettivamente, andare in Africa a prelevare animali da esposizione non è il massimo, é vero che vivono lontano dai pericoli e sopratutto sono controllati da personale qualificato, ma sempre contro la loro volontà, riprodurre il loro abitat con tralici metallici rivestiti appare quasi una presa per i fondelli. Dispiace un po per l’impegno e cura del titolare, ma vedere una tigre in gabbia fa troppo male.
    Gli animali devono vivere liberi nella loro madre terra.

  • Guido Minciotti |

    Purtroppo, caro Giuseppe, l’habitat naturale (a volte) non è più un posto dove gli animali riescono a vivere. Anzi. Jane Goodall, la celebre primatologa, ha detto più volte che gli scimpanzè nel loro habitat sono in pericolo, cacciati per diventare cibo e scacciati dalle foreste dove vivono per l’avanzare del disboscamento. E che ben vengano gli zoo a preservarne la sopravvivenza. Per non parlare di rinoceronti, elefanti, cetacei… Grazie di leggere 24zampe, saluti gm

  • Giuseppe |

    Io nn sono d’accordo. Ad oggi c’è una quantità di animali che sono nati in cattività da generazioni.. e nn credo che si possano reinserire in natura. Sono piuttosto convinto nel2018 dare un altra idea di zoo.. come un nostro errore . . E uno spunto per le nuove generazioni di comprendere della bellezza della fragilità della natura . Che nulla è virtuale o in un video. Ma è reale . E che gli animali fortunatamente riescono ancora a vivere nel loro habitat naturale.

  • Giovanni |

    Io trovo assurda anche solo l’idea di uno zoo nel 2017.

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