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Lab-in-a-box: un kit per l’analisi veloce del dna contro il traffico di specie animali a rischio

Un kit per analisi “espresse” del Dna contro il traffico illecito di piante e animali selvatici a rischio estinzione: si chiama “Lab-in-a-box” ed è stato svelato oggi nell’ambito della International Barcode of Life  Conference in Sudafrica, con un evento nel Parco nazionale Kruger. Sviluppato da un team internazionale, il kit permette di ottenere risultati veloci sull’appartenenza a specie protette di campioni di ossa, semi, o altre parti di animali e piante. Uno strumento pensato per luoghi di frontiera, come le dogane, dove serve una certa tempestività di intervento contro il commercio illegale di animali e piante protetti a livello internazionale. Per ora il kit comincerà ad essere utilizzato in Sudafrica, Paese che ospita moltissimi animali nel mirino dei bracconieri, dalle tigri ai rinoceronti. I trafficanti di fauna e flora selvatica, spiega l’Università di Johannesburg, fanno di tutto per rendere non identificabili le parti di animali e piante che trasportano. Agli ufficiali che trovano ossa o semi spesso non resta che procedere all’identificazione col Dna. Una pratica che può richiedere normalmente anche alcuni giorni. Il kit messo a punto è invece uno strumento portatile che fa analisi abbastanza affidabili nel giro di poche ore: confronta una porzione chiave del Dna del campione con quelle di un ampio ampio database a disposizione del progetto. Nel mondo, secondo stime del Wwf, i traffici di flora e fauna selvatica registrano un fatturato di circa 20 miliardi di euro. (Ansa, nella foto un magazzino del Fish and Wildlife Service negli Usa)