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L’aviaria arriva alle porte di Roma: scatta il piano anti-virus, “confinati” uccelli, pulcini e uova

L’influenza aviaria è alle porte di Roma: in un allevamento di Tivoli, a pochi chilometri dalla Capitale, è stato scoperto un focolaio del virus killer del pollame. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato una ordinanza che ha fatto scattare le procedure sanitarie straordinarie, stabilendo delle zone di protezione – che comprendono anche alcune aree dell’estrema periferia di Roma e, in tutto o in parte, il territorio di altri 16 Comuni dell’hinterland est della Capitale – e disponendo tra l’altro il “confino” degli animali e lo stop al trasporto degli uccelli, dei pulcini e delle uova. Misure precauzionali, a salvaguardia del diffondersi della malattia negli allevamenti: per la popolazione, infatti, “il rischio di infezione è pressoché nullo – fa sapere la Asl Roma 5 – e non c’è alcun rischio di trasmissione dell’aviaria attraverso il consumo di carne o uova”, neanche crude. Unici soggetti a potenziale rischio contagio, comunque “sporadico”, sono quelli che si trovano a contatto diretto con i polli infetti, cioè allevatori e operatori agroalimentari. Sulla necessità di prendere provvedimenti al più presto per sostenere gli allevamenti colpiti dai danni causati dalle misure di prevenzione è intervenuto oggi il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, che ha incontrato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. Nelle ultime settimane, infatti, sono stati scoperti focolai di aviaria anche nel ferrarese, nel vicentino, nel padovano e in Lombardia. Ne abbiamo scritto qui su 24zampe e ne ha scritto qui Il Sole 24 Ore. Il virus di Tivoli è stato individuato dopo la segnalazione di una azienda agricola, insospettita da un’anomala mortalità nell’allevamento. La presenza del virus, del sottotipo H5N8, è stata accertata il 3 novembre dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio, e confermata tre giorni dopo dal Centro di referenza nazionale dell’Izs delle Venezie. Il 9 novembre il decreto della Regione Lazio, subito esecutivo e diffuso alle Asl competenti (la Roma 5 e la Roma 2), che ha delimitato il territorio ‘sorvegliato speciale’: due cerchi concentrici di 3 e 10 chilometri di raggio, con il centro nei pressi del confine tra il Comune di Tivoli e quello di San Gregorio. Vi rientra anche il territorio di Roma, nella zona attorno a San Vittorino. Le misure disposte dall’ordinanza prevedono il censimento degli animali nelle aziende avicole e in quelle commerciali, per sottoporre a esame gli animali, e l’attuazione di una “ulteriore sorveglianza sierologica e virologica” per individuare l’eventuale diffusione del contagio nelle zone limitrofe. Intanto, tutt’attorno al focolaio, è stato ordinato di tenere il pollame all’interno degli edifici, di distruggere le carcasse rapidamente, di disinfettare veicoli e attrezzature. Divieto inoltre di trasporto delle carni dai macelli o dai depositi frigoriferi se c’è il rischio che possano essere entrate in contatto con quelle provenienti dalle zone di protezione. Stop anche alle fiere e alle mostre. Le misure di sicurezza resteranno in vigore per 21 giorni all’interno dell’anello più piccolo e per 30 nell’anello più ampio “dopo l’esecuzione delle operazioni di disinfezione del focolaio insorto, salvo l’insorgenza di nuovi focolai”. (Ansa)