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L’Unione dei consumatori europei Beuc si rivolge all’Ue: “Meno antibiotici agli animali allevati”

AGGIORNAMENTO DELLE 19.35 IN CODA – UNAITALIA: FARMACI IN ALLEVAMENTO -50% IN 5 ANNI

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L’Ue deve adottare una legislazione per ridurre l’uso degli antibiotici negli animali da allevamento. E’ l’appello dell’organizzazione europea dei consumatori (Beuc, Bureau Européen des Unions de Consommateurs) all’Ue a pochi giorni dalla giornata europea della consapevolezza sugli antibiotici, prevista il 18 novembre. In settembre, Beuc e 13 associazioni che ne fanno parte (per l’Italia sono membri Beuc Altroconsumo e Consumatori Italiani per l’Europa-Cie) hanno lanciato una campagna, il ‘Superbug tour’, che ha toccato finora dodici paesi Ue anche se non il nostro. L’Agenzia europea per la medicina (Ema) “ha individuato in Cipro, Spagna e Italia i paesi con le vendite più elevate di antibiotici destinati all’uso in aziende agricole – si legge in una nota Beuc – ma cambiare è possibile, come dimostrato da Francia e Olanda”. Nei giorni scorsi, anche l’Oms ha lanciato una raccomandazione agli allevatori, chiedendo di fermare l’uso di antibiotici negli animali d’allevamento sani e stabilendo delle Linee guida per prevenire il grave fenomeno dell’antibioticoresistenza nell’uomo. Ne abbiamo parlato qui su 24zampe.

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AGGIORNAMENTO DELLE 19.35 – UNAITALIA: FARMACI IN ALLEVAMENTO -50% IN 5 ANNI

In soli cinque anni il settore avicolo italiano, che incide in ogni caso meno di un quarto sul totale degli antibiotici venduti nel settore zootecnico, ha dimezzato l’uso dei farmaci negli allevamenti. Lo rende noto Unaitalia, l’associazione che rappresenta oltre il 90% dei produttori di carne avicola, in occasione della Settimana Mondiale di Sensibilizzazione sugli antibiotici. Sembra quasi una risposta alla richiesta dei consumatori europei del Beuc. “Un importante traguardo – precisano gli allevatori – raggiunto grazie all’attivazione dal 2013, su base volontaria, di un Piano Nazionale per la razionalizzazione dell’uso di antibiotici. La somministrazione di antibiotici negli allevamenti avicoli è legata esclusivamente alla presenza di una malattia conclamata e avviene sotto la responsabilità e il controllo veterinario, non vengono mai usati per favorire la crescita degli animali, pratica vietata in Europa dal 2006. Stiamo facendo la nostra parte – conclude il presidente Aldo Muraro – ma va comunque ribadito che il problema della resistenza agli antibiotici è globale e multifattoriale e va affrontato con un approccio One Health, come correttamente affermato recentemente anche dalla Ministra della salute Lorenzin; questo considerando tutti gli aspetti che hanno contribuito in decenni al suo radicamento, come l’uso scorretto o l’abuso del farmaco in medicina umana, la scarsità di nuove molecole o la scarsa igiene negli ospedali”.