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I “dinosauri del mare” svelati (con la realtà virtuale) da una mostra all’Acquario di Genova

Salire a bordo di una “macchina del tempo” e farsi trasportare, grazie alla realtà virtuale, in un passato di milioni di anni per conoscere gli abissi marini della Preistoria. E’ uno dei punti di forza di “Paleoaquarium, il mare al tempo dei dinosauri”, la mostra che apre oggi negli spazi della Galleria Atlantide dell’Acquario di Genova. Si tratta della prima mostra in Europa sugli animali marini al tempo dei dinosauri e si snoda su 500 mq di spazio espositivo, cinque ricostruzioni in scala 1:1, 315 mq di illustrazioni a parete in scala 1:1, 3 esperienze multimediali, un’area VR con 10 postazioni di Realtà Virtuale composte da sedute movimentate e Samsung Gear VR per un viaggio a 360° nel tempo e nello spazio che consentono al visitatore di immergersi negli Oceani preistorici alla scoperta dei grandi predatori marini come Liopleurodon, Tylosaurus e Cryptoclidus. “La nostra voglia di proporre al pubblico sempre cose nuove ci ha portato a esplorare quelle più antiche”, ha spiegato Beppe Costa, presidente di Costa Edutainement. E proprio per cercare di spiegare meglio alcuni miti e leggende sono stati realizzati modelli a grandezza naturale di creature come il plesiosauro Cryptoclidus dal lungo collo, un rettile acquatico estinto conosciuto dai più per aver ispirato la leggenda del mostro di Loch Ness. “Uno dei temi trattati è quello delle leggende e dei miti legati agli animali del passato. La leggenda del mostro di Loch Ness – spiega Simone Maganuco, paleontologo, uno dei curatori – nasce proprio dai plesiosauri ma, grazie alla scienza, si è potuto poi dimostrare che effettivamente non può esistere. Anche la foto storica, con il collo a cigno sollevato, è improponibile per l’anatomia che avevano questi animali. Ma questi sono tutti spunti che possono incuriosire”. La mostra unisce il passato alle tecnologie che si trovano nelle postazioni della realtà virtuale che, partendo dall’Italia dei giorni nostri, porta in Brasile circa 112 milioni di anni fa e poi in Inghilterra, ancora più indietro nel tempo, ben 163 milioni di anni fa. (Ansa)