Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
FILE - In this May 27, 2015, file photo, volunteer Ben Merritt, a graduate student at the University of Cincinnati, checks honeybee hives for queen activity and performs routine maintenance as part of a collaboration between the Cincinnati Zoo and TwoHoneys Bee Co., in Mason, Ohio. A common and much-criticized pesticide dramatically weakens already vulnerable honey bee hives, according to a new massive in-the-field study in three European countries. For more than a decade, the populations of honey bees and other key pollinators have been on the decline. Other studies, mostly lab experiments, have pointed to problems with the insecticides called neonicotinoids, but the new research done in Britain, Hungary and Germany is the largest field study yet.(AP Photo/John Minchillo, File)

“Nessun aumento di inquinanti dopo il rogo di Pomezia”: lo dicono le api sentinella

Nessun aumento di “contaminanti” nell’area dove lo scorso 4 maggio esplose un imponente incendio nel sito industriale “Eco X” di via Pontina Vecchia, a Pomezia (Roma): è quanto emerge da uno studio condotto grazie all’aiuto di api-sentinella recepito dall’Osservatorio Ambiente e Salute di Roma Capitale su proposta di Roberto Ronchetti, Presidente Laziale dei Medici per l’Ambiente-Isde. “I primi risultati – informa una nota del Campidoglio – sono assolutamente rassicuranti”. Lo studio ha utilizzato materiali apiferi della zona ipoteticamente contaminata raccolti in un tempo precedente all’incidente e nei 10-20 giorni successivi. “Le api, attraverso fenomeni di bio-accumulo, scomparsa e mortalità, consentono – spiega Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale – di effettuare valutazioni sulla qualità dell’ambiente in cui vivono. Sono uno strumento utilissimo, vere e proprie sentinelle dell’ambiente per monitorare l’inquinamento da pesticidi, metalli pesanti, radioattività eccetera, attraverso l’esame di miele, cera, api e polline. L’impiego dell’ape quale sistema di controllo ambientale è ormai una pratica consolidata nel tempo”. Il progetto finale è stato quello di raccogliere, da vari apifici situati in un’area di circa 10 km quadri dal luogo dell’incidente, due campioni di cera: uno prodotto dalle api nel 2016 e uno prodotto 10-20 giorni dopo l’incidente. “I primi risultati dimostrano che – assicura Ronchetti – non c’è nessuna differenza in aumento dei contaminanti tra il campione raccolto nel 2016 e quello raccolto successivamente all’incidente Eco X; in entrambi i campioni pre o post incidente c’è una concentrazione di alcuni metalli pesanti maggiore di quella rilevata in altre indagini simili e in entrambi i campioni pre o post incidente è presente una certa quantità di diossina, ma si può dire che si tratta di quantità molto basse”. (Ansa)

  • Api sentinella sono state utilizzate anche attorno alla Reggia di Carditello, sito borbonico che si trova nel comune di San Tammaro (Caserta), a ridosso della Terra dei fuochi, alla ricerca di metalli pesanti. Ne abbiamo scritto qui su 24zampe.
  • Sul monte di Portofino, in Liguria, è stata installata un’arnia telematica per monitorare l’inquinamento con le api. Ne abbiamo scritto qui su 24zampe.