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Nel golfo della California maxisequestro di totoaba, la “cocaina del mare”

Sessantasei totoaba sequestrati nel Golfo della California da Sea Shepherd, la ong che si è presa a cuore la conservazione dei mari e degli oceani. Nella rete dei bracconieri messicani è finita, insieme ai totoaba, pesci tipici di questi mari e in via d’estinzione per colpa della vescica natatoria molto ricercata in Cina, anche una vaquita, il cetaceo più piccolo al mondo, classica preda “collaterale” che finisce nella rete insieme ai totoaba. Si stima che sarebbero rimasti in vita circa cento esemplari di vaquita, la cui definitiva scomparsa è prevista nel 2018. Il “totoaba macdonaldi”, questo il nome scientifico, è molto ricercato per via della sacca natatoria, che una volta essicata veniva utilizzata per la preparazione di una zuppa a Hong Kong e nella Cina meridionale, ma è venduta anche via web. Questa “specialità”, conosciuta anche come “cocaina acquatica”, sta condannando all’estinzione ben due specie e arriva a costare molte migliaia di dollari l’etto: dai 2.500 ai 9.400, secondo fonti diverse, e per l’Environmental Investigation Agency (Eia) il prezzo è calato del 60-80% dai picchi del 2012-2013. Queste vesciche essicate, usate come alimento e rimedio naturale per la salute, oggi sono comprate dai cinesi soprattutto come oggetti da collezione, regali o investimenti. (sopra e sotto, foto Afp, immagini del sequestro)

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