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Roma, 49enne in moto muore scontrando un cinghiale: per il Pd “città abbandonata”

AGGIORNAMENTO DELLE 18.00 IN CODA – CODACONS: SI APRA UN’INDAGINE

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POST ORIGINALE DELLE 7.35

Un uomo di 49 anni in moto è morto a Roma per uno scontro con un cinghiale. E’ accaduto venerdì sera alle 23 circa in via dell’Inviolatella Borghese, zona Cassia. Secondo quanto riferito da un testimone che ha assistito all’incidente, un cinghiale sarebbe comparso all’improvviso dalla macchia di verde e avrebbe disarcionato l’uomo facendolo cadere a terra. Sul corpo è
stata disposta comunque l’autopsia per capire con esattezza cosa sia accaduto. Non è la prima volta che i residenti di quella zona segnalano la presenza di animali selvatici lungo la strada. Poco meno di 20 giorni fa fece scalpore il video di un cinghiale che correva lungo via Baldo degli Ubaldi (nella foto sopra), nella zona opposta della città rispetto al luogo dell’incidente mortale di venerdì sera. La dinamica esatta dell’incidente è ancora al vaglio della Polizia Locale di Roma Capitale ma la polemica politica, invece, è già partita. “A Roma si può morire per attraversamento cinghiali: purtroppo è una notizia vera. Giunta #Raggiri assente: quando inizierà ad occuparsene?”, scrive su twitter la deputata del Partito democratico Lorenza Bonaccorsi, presidente del Pd Lazio, tirando in causa il sindaco di Roma Virginia Raggi. Fa eco dall’altro ramo del Parlamento il senatore Pd Stefano Esposito, che attacca l’amministrazione capitolina: “Morire nel 2017 nella Capitale d’Italia perchè si ha la sfortuna di trovare sulla propria strada un cinghiale è una cosa assurda. Come è possibile che un cinghiale si trovasse a correre in città? Peraltro non è la prima volta che accade: pochi giorni fa un video ne riprendeva uno in piena corsa in una strada cittadina. Ma perchè i cinghiali corrono liberi?”, si chiede Esposito. E si dà una risposta politica: “Non sarà che cercano cibo in cassonetti stracolmi e non puliti in tempi rapidi? C’è stato un accordo fra Comune e Ama che ha portato un aumento di stipendi e una diminuzione di orari di lavoro. Di sicuro non c’è una correlazione tra i cinghiali e questi fatti ma la città è abbandonata a se stessa”, conclude Stefano Esposito. Nel dibattito entra anche Coldiretti. “L’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che hanno causato purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città”, spiega l’associazione degli agricoltori, che stima in 100 milioni di euro i danni alle coltivazioni nel 2016, “senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche delle vittime”.

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AGGIORNAMENTO DELLE 18.00 – CODACONS: SI APRA UN’INDAGINE

Dopo il grave incidente avvenuto ieri a Roma che ha visto la morte di un motociclista di 49 anni a seguito dello scontro con un cinghiale sulla Via Cassia, il Codacons chiede alla magistratura di accertare le responsabilità dell’amministrazione capitolina. “Chiediamo alla Procura di aprire una indagine sull’episodio verificando le responsabilità del Comune di Roma, dei vigili urbani e delle Guardie zoofile, alla luce delle possibili fattispecie di omissione di atti d’ufficio e concorso negli eventuali reati che saranno ravvisati, compreso il concorso in omicidio colposo – spiega il presidente Carlo Rienzi – Da tempo infatti a Roma si segnala la presenza crescente di cinghiali che scorrazzano per le strade della città, mettendo in serio pericolo l’incolumità dei cittadini. A fronte di tali denunce, il problema non è stato risolto, e la mancanza di interventi ha portato al tragico incidente di ieri”. “Oramai Roma si è trasformata in uno zoo a cielo aperto, con animali selvatici, maiali e topi che si aggirano indisturbati nelle aree urbane – denuncia Rienzi – Una prova del degrado in cui versa la capitale che può trasformarsi in un pericolo mortale per gli abitanti, come dimostra l’incidente di ieri, e sulla quale la magistratura dovrà fare chiarezza”.