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Gorilla orientale “gravemente minacciato di estinzione” ma il panda gigante è (quasi) salvo

“Critically endangered”. Gravemente minacciato dall’estinzione: questo lo stato attribuito al gorilla orientale dalla Iucn (International Union for the Conservation of Nature), l’organismo che gestisce la “lista rossa” delle specie a rischio di scomparire, secondo le notizie arrivate ieri dal World Conservation Congress delle Hawaii, negli Usa. Se il gorilla piange, il panda gigante non ride ma almeno può sorridere un po’: l’animale-simbolo del rischio estinzione, scelto addirittura come logo dalla più grande associazione ambientalista al mondo, il Wwf, esce dalla categoria “endangered” per assumere quella di “vulnerable”. Mezzo secolo di sforzi di conservarne l’habitat alla fine hanno pagato. L’Iucn monitora con la red list circa 82 mila specie e 24mila di queste sono minacciate di estinzione, seppur con differenti gradi di pericolo.
GORILLA ORIENTALE
Ne resterebbero liberi in natura solo cinquemila esemplari circa, secondo il rapporto diffuso ieri al Congresso sulla Conservazione, alle Hawaii. I primati più imponenti al mondo, i gorilla orientali o boringei, sono dunque finiti nella lista rossa e si trovano purtroppo in compagnia: su sei specie di grandi scimmie, ben quattro sono nella stessa condizione di pericolo. L’Iucn cita il bracconaggio (illegal hunting) nella Repubblica Democratica del Congo come causa principale del peggioramento della classificazione. Dal 1996 al 2003 milioni di congolesi sono morti e rimasti coinvolti nella guerra che ha sconvolto la parte orientale del paese, ricca di minerali, e soldati e minatori hanno ucciso i gorilla per nutrirsi. Ma sono minacciati dal disboscamento che fa spazio alle piantagioni di olio di palma. L’organizzazione stima che la popolazione di gorilla orientali che ancora sopravvive in libertà sia di circa cinquemila individui, con un calo di circa il 70 per cento negli ultimi vent’anni. I gorilla orientali, animali che arrivano a pesare 200 chilogrammi, si dividono soprattutto in due grandi gruppi: uno principale, di circa 3.800 esemplari, fortemente colpito dalla minaccia di estinzione: nel 1994 erano 16.900. Mentre tra Rwanda, Uganda e parte orientale della Repubblica Democratica del Congo ne sopravvive uno più piccolo e in salute: sono gli 880 esemplari di gorilla di montagna, che erano 500 nel 1994. Di tutte le grandi specie di primati, e cioè gorilla orientali, occidentali, orangutan del Borneo, di Sumatra, scimpanzè e bonobo, solo questi ultimi due non sono considerati “critically endangered” ma comunque “in pericolo”.
PANDA GIGANTE
Decenni di politiche di conservazione dell’habitat del panda gigante in Cina hanno finalmente dato soddisfazione all’impegno profuso. La popolazione di panda giganti sotto osservazione della rete di esperti e organizzazioni non governative dell’Iucn ha deciso di concedere un “upgrade” alla condizione della specie, passando la classificazione da “endangered” (in pericolo) a “vulnerable” (vulnerabile). E’ quanto riportato ieri alle Hawaii, al World Conservation Congress, in corso negli Usa. Si tratta sempre una condizione di osservazione ma la popolazione di panda è in ripresa: gli ultimi dati della International Union for Conservation of Nature mostrano 1.846 panda giganti adulti, che arriverebbero a 2.060 con i cuccioli. Il risultato è frutto soprattutto dello sforzo delle istituzioni cinesi, che hanno creato 67 riserve naturali dedicate specificatamente al panda. “Il recupero del panda mostra che quando scienza, volontà politica e coinvolgimento delle comunità locali si mettono insieme – spiega in un comunicato Marco Lambertini, direttore generale del Wwf – possiamo salvare la natura e aumentare la biodiversità”. (nelle foto sopra Reuters/Thomas Mukoya e Afp/Karen Bleier, gorilla di montagna e panda gigante)
ALTRI ANIMALI A RISCHIO
Anche se non ancora in pericolo immediato persino le zebre, una vola fra le più abbondanti specie al mondo, se la passano male. La popolazione, segnala l’Iucn, si è ridotta del 24% negli ultimi 14 anni, passando da 660mila a poco sopra 500mila, tanto da entrare nella lista ‘vicine all’essere minacciate’. Questo animale è minacciato dalla caccia per la carne e la pelle, soprattutto quando esce dalle aree protette. La stessa sorte stanno vivendo tre specie di antilopi africane, anch’esse inserite nella lista dei ‘near threatened’ a causa del bracconaggio.
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Per saperne di più sulla red list Iucn, cliccare qui.