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Traffico di cuccioli di cane, per la Polizia “uno dei business criminali più redditizi”

Il traffico di cuccioli di cane “è un fenomeno noto e sempre più diffuso, il secondo mercato nero più redditizio al mondo, dopo quello della droga”. Lo sottolinea Giuseppe Stornello, comandante della Polizia Stradale della provincia di Udine, che proprio in questi giorni ha smantellato un traffico di cani dalla Slovacchia mettendo in salvo 49 cuccioli (nella foto Ansa i poliziotti con alcuni cani). Su 24zampe ne abbiamo parlato qui. Gli animali sono stati “adottati nell’arco dello stesso giorno in cui sono stati sequestrati”, aggiunge il comandante. “Si tratta di un mercato facile e redditizio perché si compra a poche centinaia di euro e si rivende a migliaia di euro in ItaliaUna pattuglia della sottosezione di Amaro della Polstrada di Udine ha scoperto questa mattina 49 cuccioli di cane di varie razze, stipati in condizioni precarie in un veicolo che percorreva l'autostrada A23 in comune di Malborghetto-Valbruna (Udine), proveniente dalla Slovacchia. I cani erano privi di microchip e di documenti di accompagnamento e particolarmente sofferenti anche perché l'autoveicolo non era idoneo al trasporto di animali poiché sprovvisto di adeguata aereazione, controllo della temperatura e coibentazione del mezzo, Udine, 11 Novembre 2015. ANSA/ US/ POLIZIA DI STATO +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES/NO ARCHIVES, +++ – afferma Stornello -: all’estero un cucciolo di cane vale economicamente fino a 20 volte in meno del suo corrispettivo italiano. Un cane di razza nato in un allevamento dell’Est Europa può essere venduto al trafficante a 200 euro e rivenduto dallo stesso in Italia anche a 1500 euro. L’acquirente molto spesso viene truffato con documenti contraffatti che attestano false caratteristiche del cane“.
“Il traffico illegale di animali è uno dei reati che colpisce maggiormente in quanto i cani viaggiano come merce, soprattutto di notte, rinchiusi in scatoloni e borse, nascosti nei bagagli dove rimangono stipati per anche 10 o 11 ore senza bere nè mangiare”, prosegue Stornello. “Purtroppo la sanzione penale prevista per il maltrattamento animali non è ancora incisiva”, sottolinea. In Italia i cuccioli sono messi in vendita in negozi e allevamenti, esposti in fiere itineranti, venduti persino presso i caselli autostradali e su Internet, segnala la Lav, Lega antivivisezione, che sul suo sito web evidenzia come “i cuccioli nascono in allevamenti a conduzione familiare o in vere `fabbriche di cuccioli´, strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, stabulate in box piccolissimi con cibo solo per sopravvivere. Una volta raggiunti i 30-40 giorni di età, i piccoli sono caricati su camion o furgoni e trasportati nel nostro Paese”.
Un cucciolo su tre muore, spesso dopo essere stato acquistato in negozio. “In questo squallido commercio di animali – sottolinea la Lav – spesso manca il più banale controllo sanitario. Il precoce distacco dalla madre causa poi ai cuccioli traumi affettivi e problemi di salute. Privi delle difese immunitarie, i cuccioli possono contrarre malattie mortali, come il cimurro e la parvovirosi. Persino la rabbia, un pericolo anche per l’uomo”.