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Bestiario associativo. Lav contro traffico cuccioli, Animalisti italiani per gli elefanti, Enpa su pellicce all’Europarlamento, Centopercentoanimalisti

LAV: STOP A TRAFFICO CUCCIOLI, SERVE SISTEMA UNICO DI REGISTRAZIONE UE
Una campagna per fermare il traffico di animali d’affezione in Europa. E’ `Protect our Pets´, lanciata dall’Eurogroup for Animals di cui la Lav è partner italiano e che si è fatta promotrice di una petizione (on line su www.protectourpets.eu) che chiama i nostri Parlamentari all’azione tramite l’approvazione di un sistema di identificazione e registrazione degli animali unico per tutti gli Stati Membri. L’Italia è purtroppo uno dei Paesi d’arrivo di questi traffici, con animali provenienti soprattutto dall’Est europeo. Nel 2010 – ricorda la Lav – grazie all’approvazione della legge 201/2010, l’Italia, prima in Europa, ha introdotto il reato di traffico illecito di animali da compagnia. Tuttavia centinaia di migliaia di animali d’affezione (circa 300mila secondo le stime ufficiali) ogni anno vengono illegalmente commercializzati attraverso l’Europa con un gravissimo impatto sulla salute e il benessere degli animali coinvolti, e grossi rischi per la popolazione. Questi cuccioli vedono la luce in situazioni disumane e sono poco o per nulla socializzati. Vengono stipati in furgoni e bagagliai e trasportati per distanze enormi; troppo spesso sono a rischio di contrarre malattie trasmissibili o ne sono già portatori, con grave rischio anche per la salute pubblica. Persone ignare acquistano questi animali, spesso on line altre volte in negozi o allevamenti conniventi, a prezzi molto `concorrenziali´ rispetto a quelli di mercato. Risultato: cuccioli che muoiono dopo qualche giorno, o poche settimane, oppure sono molto malati, tanto da richiedere costosissime cure veterinarie. Molto spesso, a causa della scarsa o assente socializzazione, crescendo rivelano patologie comportamentali, a volte anche gravi e difficilmente recuperabili. La petizione, indirizzata ai membri del Parlamento Europeo chiede di 1) Rendere obbligatoria l’introduzione di sistemi nazionali armonizzati per l’identificazione e la registrazione degli animali d’affezione in ogni Stato Membro, basati sul sistema già adottato per gli equini. 2) Armonizzare su tutto il territorio Ue i requisiti di identificazione e registrazione degli animali d’affezione. (Kronos)

ANIMALISTI ITALIANI: TERZA MARCIA INTERNAZIONALE PER GLI ELEFANTI AL PANTHEON A ROMA

Animalisti Italiani Onlus, Grider (Gruppo Romano in Difesa di Elefanti e Rinoceronti) e Pengo (Progetto di tutela e adozione elefanti) invitano giornalisti, cittadini e associazioni a partecipare alla “Terza Marcia internazionale per gli Elefanti – Stop al bracconaggio e al commercio dell’avorio”, prevista per domenica 4 Ottobre alle 16 al Pantheon, a Roma. “Ogni 15 minuti in Africa viene ucciso un elefante. Vogliamo dire basta al bracconaggio spietato e chiediamo il bando mondiale del traffico di avorio. I parchi africani stanno perdendo la loro vocazione turistica a causa dei pericoli del bracconaggio: oltre 1000 ranger sono morti per fermare i bracconieri. Il traffico di avorio finanzia direttamente gruppi terroristici come gli Shabab. Nell’enciclica “Laudato si”, Papa Francesco ha ribadito la centralità del rispetto del pianeta e della vita che ospita.  Chiediamo a Papa Francesco di esprimere il suo dissenso da un traffico che sta facendo estinguere animali simbolo di molte nazioni africane e asiatiche. L’ avorio non è puro, è macchiato di sangue di uomini e animali. La fede non ha bisogno di avorio. Chiediamo al Vaticano di aderire alla CITES – la convenzione Internazionale per la disciplina del commercio di specie animali minacciate – dando un segnale concreto alla lotta contro la strage in corso”, hanno detto gli organizzatori.

ENPA: PRESIDENTE ROCCHI, “PELLICCE AL PARLAMENTO EUROPEO LASCIANO SGOMENTI”
«Apprendo dall’Eurodeputato del M5S Marco Zullo, citato da fonti di stampa, che i produttori europei di pellicce avrebbero organizzato presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles un evento destinato a deputati e `decision makers´ dell’Unione. Si tratta di una iniziativa che desta sgomento, e non solo per l’esibizione dei resti di esseri viventi messi a morte per soddisfare un vezzo della vanita’. Ma per il contesto in cui si svolge: in quell’assembleare parlamentare che, in ossequio al Trattato di Lisbona, dovrebbe mostrare attenzione verso la tutela degli animali, non certo verso chi li uccide con l’obiettivo di venderne le pelli». Cosi’ la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, che sottolinea come le istituzioni comunitarie, tradizionalmente sensibili alla protezione degli animali, dell’ambiente e della biodiversita’ siano recentemente cadute in contraddizione rispetto a questo corso. Dalla direttiva sulla vivisezione ai finanziamenti indiretti alla corrida, fino alle posizioni favorevoli al Ttip, l’Unione Europea sembra avere affievolito quello slancio in materia di diritti degli animali, che pure ne ha caratterizzato l’agire politico, segnato da alcuni provvedimenti all’avanguardia, quali il bando sull’impiego di esseri viventi per i test cosmetici, o la rete di protezione della biodiversita’. «L’ospitalita’ concessa dall’Europarlamento ai produttori di pellicce e’ una iniziativa infelice e inopportuna- prosegue Rocchi- anche perche’ viene organizzata contro il sentire dei cittadini europei. Giova infatti ricordare che l’Olanda gia’ si e’ mossa sul fronte dello stop agli allevamenti di animali da pelliccia; che la stragrande maggioranza degli italiani, addirittura il 90,7% (Eurispes, 2015) e’ contraria all’utilizzo di animali per la produzione di pellicce; che numerosi stilisti hanno guadagnato in notorieta’ e profitti proprio puntando sulla moda `cruelty free´. Ma soprattutto e’ doveroso ribadire che l’Europa non e’ solo mercato; e’ etica e solidarieta’. E che il cammino verso l’integrazione europea passa anche per la tutela degli animali, non certo per la difesa lobby che sembrano sempre piu’ isolate nella nostra societa’». Cosi’ in un comunicato l’Enpa.
CENTOPERCENTOANIMALISTI: PROTESTA NELLA NOTTE A SEDE VALFRUTTA
‘Blitz’ notturno, per protestare contro uno spot televisivo dell’azienda alimentare Valfrutta, da parte dell’associazione ‘Centopercentoanimalisti’. Alcuni militanti – si legge in una nota della stessa associazione animalista – hanno affisso uno striscione sui cancelli dell’azienda San Lazzaro di Savena, nel Bolognese con l’intenzione di contestare una pubblicità in onda sulle reti tv dedicate ai bambini in cui vengono rappresentati degli animali all’interno di un circo. Cosa non gradita dall’associazione secondo cui “gli animali del circo sono strappati al loro ambiente e al loro modo di vivere naturale, ai rapporti coi loro simili, tenuti a vita in prigione e addestrati con la violenza”. Quindi, si legge in un altro passaggio della nota, “presentare il circo come un paradiso popolato da animali felici è una grave contraffazione della realtà. E’ un’offesa alla dignità di esseri viventi e senzienti. E’ avallare la crudeltà di questo “spettacolo” ormai fuori del tempo”. Pertanto, chiosa la nota, “Valfrutta tolga lo spot ed emani un comunicato di condanna contro il circo con animali: in caso contrario le nostre azioni di boicottaggio non si fermeranno e si allargheranno a tutti i rivenditori”. (Ansa)