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“Rischio danni al turismo”, in Australia contro gli squali c’è il monitoraggio satellitare

Una serie inconsueta di attacchi di squali a surfisti lungo la costa nordest dell’Australia ha indotto il Dipartimento Industrie Primarie (Dpi) e l’Ente nazionale di ricerca Csiro a lanciare un’operazione senza precedenti di monitoraggio dei loro movimenti, che ne comporta la cattura per impiantare congegni elettronici Gps rilevabili dai satelliti. Lo scrive il sito del Sidney Morning Herald qui, da cui è tratta anche la foto. Inoltre, su 24zampe abbiamo già scritto di monitoraggio Gps di squali a scopo scientifico qui, e di monitoraggio satellitare di animali in generale, qui.1440400617214
David Wright, sindaco della cittadina di Ballina – le cui spiagge sono state teatro di recenti attacchi che fanno temere gravi danni al turismo – ha spiegato al Smh che le previste mille ‘taggature’ di squali permetteranno alle autorità di monitorare gli animali per periodi fino a 10 anni. “Il mistero su cosa renda quest’area così attraente per gli squali deve essere risolto”, ha detto Wright. Il programma di monitoraggio degli squali è stato finanziato con lo stanziamento straordinario del governo del New South Wales (Nuovo Galles del Sud), la regione dove si trova Ballina, per 250mila dollari australiani, e dovrebbe iniziare mercoledì.
“Ci deve essere una ragione per cui si avvicinano tanto alla riva, non restano più a centinaia di metri al largo”, ha aggiunto. Sabato scorso un surfista di 38 anni, Dale Carr, è stato azzannato ad una coscia e ad un gluteo a 400 metri dalla spiaggia detta Lighthouse Beach, vicino a Byron Bay. Si è salvato grazie al coraggio di un suo compagno che l’ha tirato a riva. In un primo momento è stato considerato in pericolo di vita, ora le sue condizioni sono considerate stabili.
“La comunità locale pone le sue speranze nella migliore conoscenza dei movimenti degli squali e del perché si avvicinano tanto alle spiagge”, ha detto ancora il sindaco Wright. Alcuni animali avvistati sono lunghi intorno ai quattro metri e saranno difficili da catturare, ha ammesso. “Gli esperti cercheranno di catturare lo squalo, girarlo sul dorso e impiantare il congegno nella pancia. Ma questo finora è stato fatto solo su squali di due metri o poco più, mai su quelli così grandi”. Nonostante la volontà, i dispositivi Gps non sono disponibili al momento, e il Dpi è riuscito a trovarne solo sei presso il Csiro. Sufficienti, però, per iniziare.